MPiaS : Maria Pia Scarciglia, Artista in Terra di Siena

Atelier in Pievescola, Via della Montagnola 11 -  53030 Casole d'Elsa tel. 0577 - 96.00.61  / fax. 0577-96.00.61 / e-mail mpias@mpias.it


 

 LA PIEVE ROMANICA DI PIEVESCOLA

VISTA DI PIEVESCOLA DAL LATO DELLA ANTICA DI PIEVE FORTIFICATA

Pievescola un piccolo borgo di origine medioevale cresciuto intorno alla pieve - all'epoca fortificata - fondata intorno al 1064, come tramanda la leggenda, dalla contessa Ava di Montemaggio.

L'attuale fisionomia di insediamento sparso contrasta con alcune tracce di mura su un lato della chiesa, mura di cui peraltro si perduto lo sviluppo originario.

Il Repetti, alla pagina 238 del V volume suo Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana ci illustra Pievescola come una localit che:

"Risiede sulla ripa destra dell' [fiume] Elsa alla base occidentale della Montagnuola di Siena, (...) .

Chi cercasse l'etimologia del nome a Scola potrebbe indursi a credere che nascesse dall'esservi stata di buon ora costa` una scola di lettere, oppure di canto fermo, uso che fino dai tempi longobardici trovasi indotto in alcune vetuste pievi di campagna.

Il tempio attuale della Pieve a Scuola a tre navate, tutto di pietra arenaria squadrata con quattro arcate e cinque pilastri per parte.

La sua facciata e` ornata di colonnine corintie scalanti di altezza, non gia` di fusto, unite da archetti

Una delle piu` vetuste memorie di questa Pieve a Scuola ce la somministra un documento dell'anno 1030"

Nel 1356 dalla Pieve dipendevano 9 succursali, delle quali il Repetti afferma che 6, all'epoca in cui scrisse il Dizionario, risultavano perdute.

Ai nostri tempi, la facciata della chiesa e' caratterizzata da un portale ad architrave sovrastato da una trifora che la tradizione attribuisce al maestro Bonamico Pisano durante la sua permanenza in zona mentre lavorava alla Pieve di Mensano.

Caratteristiche le finestrelle a doppio strombo della facciata e quelle a croce in corrispondenza delle navate laterali e dell'abside centrale.

All'interno conservato un prospetto di tabernacolo realizzato in marmo la cui forma ricorda la facciata di una cattedrale gotica. 

Sopra l'altare, un bel Cristo Patiens realizzato anch'esso da Maria Pia Scarciglia.

  

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